cosa manca?

Pubblicato: 9 maggio 2012 in Uncategorized

non so se mi manca la comprensione o la chiarezza, è vero che la comprensione è relativa e la chiarezza vitale, come è vero che l’esistenza in se racchiude entrambe le cose:
se sono chiaro e non vengo compreso muoio, se sono poco chiaro sono solo un coglione, non muoio, ma non nasco neanche.
esistere in quanto esseri umani, richiede entrambe le cose.
chiarezza è parlare, comprensione è ascoltare.

La forma

Pubblicato: 29 febbraio 2012 in Uncategorized

Perché non iniziare con una bella riga vuota.

Si, anche due.

Perfetto, non c’è niente di peggio di una pagina scritta scritta scritta.
Il concetto si faccia beneducare, la forma, che la forma sia urlata, sottovoce e tutto.

La forma non mi ha mai interessato, eppur si muore.

Si dorme, non si fa altro che star svegli, difendendo il proprio diritto a dormire.

La mia acutezza, la mia bellezza mi infanga, non sono io, sei tu, femminilmente maschio nell’essere inutile ed ostile a te stesso, carne (o pesce in alternativa gusto-costosa)

io sono ostile e me punto

io sono io

punto

malissimo

sto malissimo quando mi immedesimo, quando nel movimento peristaltico, nell’antico moto perpetuo mi perdo in te, muoio della piccola morte.

Quanti orgasmi, insensibile esercito, quante piccole ignoranze io, io, vergogna di me stesso.

Piccole e grandi morti, no, no, piccole morti e grandi non nascite.

Ma se non ti immedesimi inizi a essere realmente colui che diviene e.e.e.e.e.e.ee.e.e..ee..e..e

Monologo a due

Pubblicato: 7 febbraio 2012 in Uncategorized
  • non m’interessa più niente di ciò che dici, sono stanco di questo cocktail di arido fatalismo e presunzione.
  • Il tuo cinismo non conosce limiti, tu sei presuntuoso.
  • Non capisci, non capisci niente, sei solo una strega che il vento porterà via dalla mia anima, la mia presunzione è figlia della tua presunzione, io so, non presumo, so, mentre tu mi presumi differente da ciò che sono.
  • Usi la tua cultura per ampliare il divario tra di noi.
  • Uso ciò che conosco per sopravvivere, come un cane, ne più ne meno.
  • Hai utilizzato ogni cosa che ti ho confidato di me per farmi del male, non lo merito.
  • Tutto ciò che mi hai confidato, ignara creatura, è tutto quello che tu non sei ma sei abituata ad essere..
  • non ricominciare con queste stronzate, iooooo.
  • Tuuuu sei presuntuosa, non mi hai detto niente di te perché non ti conosci, che gioia posso conoscere al fianco di chi si trastulla in un sogno nella convinzione che sia realtà, che costruisce case su melmose paludi come fossero pietra salda, tra l’altro abituata a vederle sprofondare ma con cocciutaggine e spavalderia.
  • Io sono così.
  • no.
  • si, tu non sei nessuno per dirmi chi sono o chi non sono.
  • Sembra di parlare ad un televisore, maria.
  • Io non guardo il televisore, non mi devi offendere.
  • La TV non serve guardarla, non più, il sistema ormai lavora direttamente dal ventre materno, non ti liberi se non vuoi liberarti, sono delle posizioni, come il kung fu o il tango, posizioni, errare è umano, perseverare è stato reso umano dai 7 vizi capitali su cui il marketing ha fatto più presa dei vari nazionalismi del novecento o ancora più antichi pregiudizi razziali, tribali, odi preistorici.
  • Si ma io non la guardo, e non mi piace essere paragonata a Maria de Filippi.
  • Mio Dio, dunque è così, tu mi uccidi con la tua incomprensione, uccidendo me, uccidi l’universo, ma non comprendi, è inutile, tu guardandomi vedi me, io guardando il mondo mi accorgo di te.
  • Tu sei.
  • Smettila, non ti accorgi che questo è un monologo?

Vampirismo inconsapevole

Pubblicato: 24 settembre 2011 in Uncategorized

Spesso nel rivelare l’essenza corriamo il rischio di restare delusi, il lavoro di demolizione della parte non autentica che ci portiamo dietro finché non è ultimato ci pone nell’ambigua situazione di essere e credere di essere al contempo, spesso aspettative e desideri, ovvero tutto ciò che appartiene alla persona o essenza che crediamo di essere, svaniscono o vengono disattesi nel momento di autenticità.
Rivelare l’essenza può essere molto doloroso, se non si ha fede.

Continuare a frustare un cavallo morto è una perdita di tempo.
Non siamo più quella cosa, quella cosa non è più l’universo che percepiamo.
Cosa volere, cosa sperare non sono cose fondamentali.
Se ad una domanda così inutile rispondo che voglio la morte e spero nella morte, chi mi ha posto la domanda pensa che io sia un derelitto aspirante suicida, ma chi pone domande inutili non merita risposte ne tanto meno merita successive spiegazioni.
Il manthra che recito è complesso, per quanto ne so inizia con un vaggito e finisce con un rantolo, ne sento la puzza al livello inconscio, lo vivo ogni istante in cui mi rendo conto di essere allo stesso tempo gatto vivo e gatto morto.

Chi si trova nella condizione di avere consapevolezza di aver subito un trapasso non si deve cibare degli stessi cibi di cui si cibava il morto, i morti hanno sempre fame e la loro voracità è deleteria.
Se un essere umano che per vivere cura i denti agli altri esseri umani un giorno si rende conto che il suo lavoro è vendere cioccolata agli altri esseri umani subisce un trapasso, rivela l’essenza.
Se quest’uomo non avrà una fede incorruttibile nei confronti dell’universo farà vendere cioccolata ad un dentista cadendo naturalmente in rovina, il dentista morto sconsiglierebbe la cioccolata.
Esempio basso ma non si sa mai, a volte parli e ti ascoltano solo perché hai una bella voce o un bel culo.
I concetti che esprimi non sono interessanti o non sono comprensibili, che non siano interessanti lo escludo, ogni concetto è interessante, pure il cane che vive con me è interessato a tutti i concetti.
La comprensione è spesso uno scoglio, allora ecco pronti dentisti e venditori di dolciumi per rendere la merda più appetitosa e digeribile.

L’essere umano è la cosa più semplice e noiosa che mi sia fin ora capitata.
Con la sua tracotanza, le sue ansie, la convinzione di avere un ruolo importante nell’universo, la paura di non avere tempo per realizzare i suoi desideri, la mancanza di fiducia, i suoi schemi e tante altre cose che mi annoiano.
Non mi chiamo fuori sia ben chiaro, non sono uno stronzo, almeno non fino al punto di chiamarmi fuori.

Non dare da mangiare ai morti, non cercare negli altri nutrimento per la carogna che non sei, non essere vampiro, non succhiare, espira non inspirare butta fuori ciò che sei, non ti atteggiare, smettila, smettila, smettila, smettila!

Abbandona l’orgoglio!

La vergogna è un buon sentimento per iniziare e te ne consiglio molta.

L’umiltà spazzerà via la vergogna, essere cretini rafforzerà l’umiltà fino a farla diventare cattolicesimo.

Non sei che merda, puoi cambiare te stesso in oro, scegli tu il modo, canta se sai cantare, scopa se sai scopare, piangi se sai farlo.
Piangere non lamentarsi, datti ciò che ti meriti.
Chi sa piangere può parlare con gli animali e le piante, la materia piange e ride, il vero attore legge la materia e la recita, il vero regista è la materia ed applaude la coscienza all’opera.

Questo è tutto, salude manna.

la cosa

Pubblicato: 27 luglio 2011 in Uncategorized

se avessi felicità non avrei bisogno di poesia, l’amore non è ciò che pensa l’uomo della strada mentre l’uomo dal balcone pontifica, mentre l’uomo del bancone mesce i due campari soda (uno con arancia) ed il vecchio si gira e guarda, ma i suoi occhi non ammirano la fortuna sua, d’essere vecchio e moribondo, e unico

odore di universo

Pubblicato: 18 luglio 2011 in Uncategorized

- Mi getta nello sgomento

 

sono cambiato in umore ed atteggiamenti

 

non vistosamente, invece si,

 

umore ed atteggiamenti.

 

sono simile a ciò che non sono più.

 

sono capace io di amare?

 

o sono la meraviglia che il male

 

prova nel vedere il bene all’opera,

 

darsi tanto da fare inutilmente?

 

amare un altro essere.

 

come un cane,

 

lei,

 

si, lei chi?

 

amare lei, mi viene naturale.

 

da sempre.

 

è cara (instabile)

 

la porterei nel palmo della mano, è molto cara,

 

vorrei frequentarla di più, tipo viverci insieme.

 

(una vacanza dalla vita)

 

e stare insieme fino a che ci va,

 

con i cani in campagna, vorrei viverci in campagna

 

e darle i baci

 

come noccioli di oliva ammassati al frantoio

 

e poi…

 

Non dirlo a me, sono nella sincera sordità

 

comunicare con gli occhietti

 

vuoti di casa, i miei vuoti e ciechi di casa,

 

a far vibrare di brividi e di apprezzate sensazioni

 

la pelle di merda che ricopre questo corpo.

 

pelle ferma di quasi sette chili o più,

 

dolente e sanguinante…

 

ed alla lingua, dammi sapore che possa interpretare

 

sapore autentico, non comunissimo cacao e vero

 

parla con questo naso, odora per me di universo

 

oppure fa che ti possa sognare.

 

in forma di strada o magari di bicicletta fuori fuoco su strada notturna.

GIOCA!

Pubblicato: 6 maggio 2011 in Uncategorized

Ogni uomo ogni donna è una stella, fa ciò che vuoi, prima taglia ciò che devi, cura le ferite che hai prodotto, lega gli intrusi che ti porti dentro, scopri il tuo punto di vista soggettivo sulle leggi della materia, cazzo!
scopri te stesso, stella sei, ama!
le cose accadono, entra a far parte della creazione degli istanti, stella, brillare devi e niente altro, brilla!
l’anarchia dell’universo ti accompagni nel viaggio, sii libero!
costruisci false certezze e gioca a demolirle, fino a trovare le giuste macerie sulle quali immolerai il tuo corpo sacro, nasci!
collabora alla costruzione del vuoto, il mondo è davanti ai tuoi occhi, aprili!
sei meglio di ciò che credi di essere, guarda i cani ed impara la vita totale, guarda i fiori, guarda le pietre ed impara da loro, non suonare finché non sarai tu a dar voce al tuo strumento, ma prova ogni combinazione per dargliela, insomma, gioca!